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Trailer

Tomaso Bruno, quattro anni e mezzo di prigionia in un carcere indiano, senza mai poter telefonare a casa.

Immaginare parole come ali, che volano oltre le porte della prigione, oltre i pensieri e le paure.

Una crescita umana, nel racconto dei tre giorni di viaggio dei genitori, in attesa dell’ultima, definitiva, sentenza della Corte Suprema Indiana.

Il Film

Tomaso Bruno è un ventenne italiano come tanti, inquieto, benestante e viaggiatore, partito per l’India all’inizio del 2010 in cerca di se stesso: vi troverà la morte di un amico, un’accusa d’omicidio priva di fondamento e la condanna al carcere a vita.

Ma in questi lunghi anni in cella Tomaso resiste, ricorda, immagina, legge e scrive migliaia di lettere, in cui racconta come stia trovando una propria libertà in quattro mura d’ingiustizia.

Oggi torniamo in India con suo padre e sua madre per vivere i tre giorni di attesa prima dell’ultima, definitiva, sentenza della Corte Suprema Indiana.

 

L’idea del regista Adriano Sforzi per “Più libero di prima” è quella di vivere tutto attraverso lo sguardo di Tomaso Bruno: uno sguardo della mente che arriva dalle sue parole scritte nelle lettere, che diventano disegno e animazione; e uno sguardo spiato, come da un angolo d’osservazione lontano, che segue i tre giorni di attesa dei genitori prima della sentenza definitiva.

Il disegno animato, estremamente poetico, di Olga Tranchini descriverà il mondo “visto” da Tomaso, con un tratto semplice, quasi infantile. Il materiale d’archivio di questi quatto anni, fotografie, riprese televisive o amatoriali, e tanti punti di vista su questa vicenda, ci racconteranno le reazioni del mondo “fuori dal carcere di Varanasi”.

PIÙ LIBERO DI PRIMA è un film sulla capacità di affrontare l’imprevedibilità della vita, a volte ingiusta e inesorabile, che può toccare chiunque. È  il “romanzo di formazione” di un giovane occidentale, in cerca di se stesso, capace di avere un’evoluzione positiva nonostante la reclusione in una cella da quattro anni.

Ma è anche la storia universale dell’amore di due genitori, Euro e Marina, che ci daranno la possibilità di chiederci quanta fede abbiamo e fino a che punto crediamo davvero nelle persone che amiamo: cosa siamo davvero disposti a fare, per la loro libertà?

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Clicca qui per sostenere l’ultima missione in India del regista e della produzione.
Stiamo aspettando la nuova data della Corte Suprema Indiana
per andare a filmare la sentenza definitiva.

E, speriamo, a “chiudere il film” riportando a casa Tomaso.

(guarda in fondo al sito chi ci ha già sostenuto)

I Fatti

2010

Tomaso Bruno, classe 1983 di Albenga, vive da diversi anni a Londra quando decide di partire per un viaggio in India con una coppia di amici, Elisabetta Boncompagni e Francesco Montis. La notte del 4 febbraio, a Varanasi, Tomaso ed Elisabetta trovano Francesco agonizzante nella camera d’hotel che condividevano. Il ragazzo morirà poco dopo all’ospedale della città indiana e, due giorni dopo, Tomaso ed Elisabetta verranno rinchiusi in carcere con l’accusa di omicidio intenzionale di stampo passionale e una richiesta di pena di morte, poi trasformata in ergastolo. Da allora, sono nell’attesa della sentenza definitiva della Corte Suprema di Delhi.
Nel passaggio chiave della sentenza di primo grado che li condanna per lo strangolamento volontario dell’amico, il giudice riporta: «Il movente che ha spinto i due accusati ad uccidere Francesco Montis non si può dimostrare per insufficienza di prove, tuttavia si può comunque ipotizzare che Tomaso ed Elisabetta avessero una relazione intima illecita». L’esame dell’accusa si basa su un’autopsia condotta da un oculista; in più, il corpo di Francesco è stato rapidamente cremato perché nell’ospedale dove era conservato era alla mercé dei topi e questo non ha reso possibile una seconda perizia. Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni sono in carcere da quattro anni e mezzo sulla base di un’ipotesi non dimostrabile, in assenza di prove certe di colpevolezza e con una difesa che smonta puntualmente le tesi dell’accusa: testimonianze attendibili, come quella degli stessi genitori di Francesco Montis, riconoscono come il ragazzo avesse da tempo problemi di salute e che la morte sia avvenuta per asfissia da soffocamento.

2011

Dopo un anno e mezzo di detenzione, a luglio, invece dell’assoluzione arriva l’inaspettata sentenza di condanna all’ergastolo (che verrà poi confermata in secondo grado nel 2012). Il colpo è durissimo, ma presto tutti reagiscono, per primi gli amici di sempre di Tomaso, che fondano ad Albenga l’associazione “Alziamo la voce” per sensibilizzare le persone alla vicenda. Il piccolo Comune di Albenga si mobilita per il ragazzo stringendosi intorno alla famiglia, che deve dar fondo ai propri risparmi per pagare gli avvocati e le continue trasferte per assistere per quanto possibile il figlio detenuto a novemila chilometri da casa. L’indignazione cresce, i media cominciano a occuparsi del caso, ed è grazie alla lotta dei genitori, mamma Marina in prima linea, che a settembre arriva a Varanasi anche “Le Iene”, la trasmissione giornalistica di Italia Uno. A “Le Iene”, tra le tante cose, Tomaso non esita a raccontare la propria esperienza con la droga.
Da qui in avanti la parola “droga” entra a tutti gli effetti nella percezione di questa storia, ingigantendosi e offuscando tutto il resto.
L’opinione pubblica si spacca.

2012

Gli interessamenti diplomatici, inizialmente deboli, dal 2012 sono inevitabilmente connessi con l’”affaire Marò”, i due Fucilieri della Marina italiana accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati: il tema catalizza maggiormente l’attenzione pubblica e politica italiana relativamente ai rapporti del nostro Paese con l’India.

2013-2014

La lista d’attesa per l’udienza definitiva presso la Corte Suprema Indiana rimanda la discussione del caso di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni di settimana in settimana: al settembre 2014, Tomaso ha passato in carcere più di 1600 giorni. Il 16 settembre il caso è finalmente arrivato in aula, ma l’assenza imprevista degli avvocati della difesa ha impedito il dibattimento e causato un nuovo rinvio, attualmente in programma per fine ottobre.

I due ragazzi intanto sono reclusi nel carcere di Varanasi, una struttura particolarmente dura rispetto ad altre prigioni indiane: vivono in ‘barak’ che ospitano sino a 140 detenuti e che in estate sfiorano i 50 gradi. Hanno la corrente elettrica c solo qualche ora al giorno, bevono acqua non potabile che devono procacciarsi da un pozzo comunale in mezzo al carcere e dormono a terra su strati di stuoie e coperte. Non è permesso loro alcun accesso a internet né l’uso del telefono: nessun contatto con il mondo esterno, insomma, se non la scrittura di lettere. E non sono stati concessi né rimpatri né libertà su cauzione.

La drammatica vicenda di Tomaso apre a un tema complesso, come la detenzione in un paese straniero. Un fenomeno che solo in Italia coinvolge ad oggi più di tremila connazionali, incarcerati all’estero per reati effettivi o presunti, già condannati o in attesa di giudizio: persone che scontano la pena, dovuta o indebita, in completa solitudine e abbandono, senza poter contare sugli affetti, su una prospettiva di reintegro, o semplicemente su un sistema diplomatico in grado di garantire quanto meno il rispetto dei diritti umani inviolabili.

Regia

“Non avrei mai voluto fare questo film. Conosco Tommy fin da bambino, quando giocava nel campetto da calcio dell’oratorio e io, poco più grande, gli facevo da “allenatore”. I percorsi della vita ci hanno fatto incontrare molti anni dopo a Bologna dove, sotto le stelle di Piazza Maggiore, parlavamo tutta la notte cercando il modo di uscire dagli schemi preconfezionati della nostra vita. Incredulo come tutti, non sapevo come partecipare alla rabbia per la sua incarcerazione. Poi, come tutti, leggendo le sue lettere ho avuto la possibilità di reagire: lì dentro ho trovato il cuore e la forza di fare questo film. In quelle parole scritte a mano, in quattro anni e mezzo trascorsi dietro le sbarre, c’è il meraviglioso romanzo di formazione di un ragazzo che diventa uomo. C’è un urlo di innocenza che risuona nella testa di chiunque le legga, c’è un significato universale di libertà. Parallelamente, c’è la storia di un piccolo paese di provincia italiano, mio e di Tommy, che riscopre il valore di essere una Comunità, c’è una Nazione che si interroga e, a modo suo, reagisce. E soprattutto, c’è la sua famiglia, i suoi amici sinceri e i suoi genitori, che non hanno smesso un attimo di lottare, che non hanno vissuto una notte senza pensargli. Vorrei che tutti noi, e per sempre, li accompagnassimo in questo ultimo viaggio, per andare a riprendere Tommy e portalo a casa.” Adriano Sforzi
Nato ad Asti nel 1976, è erede di un’antica famiglia circense, con cui ha girato l’Italia con il Luna Park fino ai 15 anni. Dal 2001 frequenta “la bottega” IpotesiCinema di Ermanno Olmi partecipando alla realizzazione di due documentari coprodotti da RaiTre: Autoritratto Italiano (60° Mostra del cinema di Venezia) ed Attese. Dopo molte esperienze nelle autoproduzioni bolognesi, dal 2003 è Assistente alla Regia per vari registi, tra cui Guido Chiesa, Luca Lucini e di Ermanno Olmi, sul film Cento Chiodi. Alla regia ha esordito con La Delizia del Parco (2003), corto realizzato con persone affette da disturbi psichici per il loro reintegro attraverso il mondo del lavoro; il secondo cortometraggio Nano e Fausto (2006), è basato sulla storia del mitico passaggio della borraccia tra Coppi e Bartali: ha ancora una tematica sociale e vince vari festival tra cui il Premio Miglior Regia al Caserta Film Festival. Nel 2010 ha scritto e diretto Jody delle giostre, cortometraggio finanziato dal Ministero dei Beni Culturali come film d’interesse nazionale culturale che vince il David di Donatello 2011 come miglior cortometraggio.
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PRODUZIONE

Ouvert

Ouvert nasce come studio di produzione e post produzione audiovisiva nel 2007, in Piemonte. I campi in cui Ouvert opera sono la produzione di cortometraggi e documentari, la produzione pubblicitaria, il service di materiale tecnico e la gestione di teatri di posa. Attraverso le varie produzioni e coproduzioni, Ouvert ha vinto l'European Entrepreneurship Video Awards nel 2009, il MINI-BMW Excite The Planet Video Contest nel 2010, il David di Donatello nel 2011 ed il Milano International Film Festival nel 2012.

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CO-PRODUZIONE

Articolture

Articolture è un gruppo di ideazione e sviluppo di progetti culturali di Bologna. Dal 2008 lavora stabilmente nel settore audiovisivo e cinematografico ed ha realizzato, fra gli altri: My Main Man. Appunti per un film sul Jazz a Bologna, distribuito da Cecchi Gori Home Video; Cose naturali, vincitore nel 2011 del Bif&st; Fedele alla linea, home video e Vocd con Cecchi Gori Home Video; Alta Via dei Parchi - Viaggio a piedi in Emilia-Romagna, documentario di Enrico Brizzi e Serena Tommasini Degna realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, La Valigia, corto d'animazione in stop motion. E' attualmente in fase di sviluppo con il lungometraggio Gli Asteroidi, di Germano Maccioni.

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SCENEGGIATURA

Federica Iacobelli

Laureata in lettere antiche, specializzata in giornalismo e in sceneggiatura si è dedicata alla scrittura prima come giornalista professionista e poi come autrice. Collabora con diverse riviste. Dal 2011 è tra gli autori del programma L'Albero Azzurro di RAI Radio Televisione Italiana e docente di Sceneggiatura al Biennio specialistico in Grafica delle Immagini, indirizzo Illustrazione, dell'ISIA di Urbino. Con Uno studio tutto per sé (Mottajunior 2007) ha vinto il Premio Pippi 2008.

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ANIMAZIONI

Olga Tranchini

Olga Tranchini è un'illustratrice e animatrice, allieva di Gianluigi Toccafondo. Si è diplomata in illustrazione presso l'ISIA di Urbino nel 2013. Il suo lavoro inizia sempre da un riferimento video fotografico, con il recupero di frammenti di girato di qualsiasi natura che vengono sfruttati come traccia per essere poi ridisegnati. Utilizzando principalmente matite, il suo lavoro si concentra sul segno, seguendo un continuo processo di sintesi e sottrazione.

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MUSICHE

DANIELE FURLATI

Compositore e pianista, è diplomato in composizione, in pianoforte e strumentazione per banda. Ha ottenuto due diplomi di merito ai corsi di perfezionamento in musica per film tenuti da Ennio Morricone e Sergio Miceli all’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Ha compostole musiche per spot pubblicitari, cortometraggi e documentari. Per il cinema è autore della musica del film "Viva San Isidro" di Alessandro Cappelletti. È co-autore delle musiche dei lungometraggi di Giorgio Diritti "Il vento fa il suo giro", "L’uomo che verrà" e "Un giorno devi andare".

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FOTOGRAFIA

MARCO FERRI

Entra nel mondo dell'audiovisivo nel 2005 e si appassiona all’estetica dell’immagine grazie all’incontro con il Direttore della Fotografia Gigi Martinucci. Prima collabora come assistente per diversi DOP come Michele D'attanasio e Fabrizio La Palombara, poi diventa Direttore della Fotografia su diversi documentari, spot (tra cui AD, Vogue e Ferrari) e cortometraggi. Collabora come Digital Imaging Technician su due lungometraggi Fandango (“Il paese delle spose infelici” di Pippo Mezzapesa e “Tutti contro tutti” opera prima di Rolando Ravello, lavorando a stretto contatto con il direttore della fotografia Paolo Carnera).

From the Blog

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05 APR – SIAMO TUTTI LA STESSA PERSONA

Tomaso, durante i lunghi anni di prigionia, aveva solo un modo per comunicare con l’esterno: scrivere lettere.
Centinaia di lettere in cui raccontava la propria quotidianità e osservava – lontano migliaia di chilometri – la quotidianità dei suoi amici e parenti, che proprio attraverso la scrittura non l’hanno mai lasciato solo.

Queste lettere, quindi, non potevano che essere un punto centrale del film e la loro lettura da parte di coloro a cui erano intestate è una delle chiavi narrative che il regista, Adriano Sforzi, ha deciso di utilizzare.

Ecco quindi in anteprima un estratto dai materiali filmici che comporranno “Più libero di prima”, la cui struttura è ormai definitiva e a cui il montatore sta apportando gli ultimi ritocchi prima di entrare in fase di post-produzione.

Buona visione!

3 SETT – I TEMPI LUNGHI DEL CINEMA

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La storia di Tomaso Bruno è stata condizionata fin da subito, e negativamente, da lunghe attese. Fortunatamente oggi, mentre Tommi si sta riappropriando della sua vita ad Albenga, noi stiamo solo facendo i conti con i tempi lunghi di realizzazione del cinema, che sono fisiologici (e di solito portano buoni frutti)!

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1 FEB – TOMMI E’ LIBERO… E A CASA!

Tommi E’ libero. E tornato definitivamente a casa.

La notte tra sabato e domenica, dopo alcuni giorni di permanenza in India per il disbrigo delle pratiche burocratiche, l’aereo AirIndia che ha riportato Tomaso ed Elisabetta in Italia è atterrato alla Malpensa.

La nostra troupe era lì ad accoglierli, insieme ai tanti giornalisti e soprattutto a tanti amici pronti a festeggiare quest’attesissimo rientro.

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11 nov – una buona notizia

La buona notizia è che oggi il  caso di Tommy nelle liste della Corte Suprema Indiana era al n. 20, ma i legali hanno presentato una “mention” per ottenere la “priority”. Il Giudice, sentite le argomentazioni esposte, ha accolto l’istanza e calendarizzato la discussione il martedì successivo,

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Sanctifying Ourselves

05 NOV – SLITTAMENTO 11 NOVEMBRE

A fine ottobre, prima della chiusura per le (estremamente suggestive) festività di Diwali, la Supreme Court ha rifatto gli elenchi delle cause da discutere dopo la riapertura e il caso di Tomaso purtroppo è slittato all’11 di Novembre. Fino a qualche giorno prima di questa data, quindi, è difficile per la produzione del film fare nuove valutazioni. Ci uniamo all’attesa e all’infinita pazienza che Tommi e la sua famiglia tutta continuano a dimostrare e speriamo che si giunga presto a un epilogo di questa vicenda.

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08 ott – istanza respinta

Purtroppo la mention degli avvocati della Difesa presso la Corte Suprema di Nuova Delhi per programmare la discussione del caso di Tommi ed Elisabetta il 14 ottobre è stata respinta. Il caso quindi verrà calendarizzato nuovamente a partire dal 28 ottobre prossimo, sperando che gli venga assegnato un numero “basso” nella order list.

 

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30 sett – obiettivo crowdfunding raggiunto

Grazie allo sforzo di tutte le persone che sono state vicine a Tomaso, chi da subito, chi nel corso di questi lunghi anni, abbiamo raggiunto il 100% dell’obiettivo della campagna di crowdfunding a sostegno del film “Più libero di prima”. E’ una vittoria che ovviamente ci fa felici – perché dimostra l’affetto che c’è attorno a Tommi -, ma non del tutto, perchè lui è ancora a Varanasi e ancora non c’è certezza riguardo alla prossima udienza.

Mercoledì 8 ottobre gli avvocati faranno una nuova “mention” alla Corte Suprema per chiedere la ri-calendarizzazione dell’udienza il 14 ottobre. Speriamo che venga accolta. La campagna resta quindi aperta fino al 15 ottobre, per poter permettere a chi lo desidera di continuare a sostenerci – a fronte dell’esigenza di tornare in India un’ennesima volta, sperando sia davvero l’ultima.

 

Testimonials

Un ringraziamento di cuore a chi ci ha sostenuto

Davide Geddo, Isaac Nella, Riviera Gang Crew and the Dreamers Danilo Pugliesi, Chicca Castelli, Ilaria Granelli, Camilla Bruno, Cassandra, Ingauna Multiservizi, ADS Albenga Calcio, Project&Communication Bologna, Albenga Corsara – Pieffe Edizioni, Stefano Bellando, Alfredo Sesia, Enrico Caudana, Alice Lazzaroni, Alberto Calandriello, Lorenzo Peruzzo – ARCI Savona, Francesca Totti, Emanuele Fabrizio, Simona Arnaldi, Daniel Porcello, Associazione Papermoon, Marisa Mordenti, Maria Soracca, Angelo Rasolo, Filippo e Silvia Cammelli, Davide Ferrari, Sotto il… snc, Bar Carillon Albenga, Daniela Taverna, Michele Perlo, Palazzo Oddo Albenga, Fabrizio Ansaldi, Alessandro Borea, Marco Liverani, Maria Gandolfo, Matteo e Tatiana Sandre, Max Barbuti, Caterina Carossia, Emanuel Simone, Marco Cammi, Sandro Semeria, Rita Giardina, Matteo Di Maria, Fabrizio Pinna, Marco Zampieri, Franco Della Valle, Paola Dellepiane, Andrea Abrino, Agnese Gaia, Filippo Mazzocchi, Emanuela Picasso, Andrea Caniato, Giovanni Bridi, Claudio e Laura, Marina Maurizio, Valentina Fornaci, Antonietta Vio, Angela Ricci Mingani, Gius Martino, Angela Gandolfo, Mattia Scagliola e Valentina Cislacchi, Luca Robutti, Danilo Plando, Patrizia Pelassa, Teo Bore, Roberto Mallarini, Eleonora Aschero, Laura e Elena, Angela Businelli, Fabio Sari, Ennio Fornasieri, Marta Gaia, Vittorio Puglisi Sara Ceriale, Maria Pia Verzillo, Sergio Loreni, Gabriele Lupo, Luca Ferrario, Alessandro Gallo, Federica Savorè, Monica Ferrari, Francesca Aufiero, Federica Lama, Marco Caserta, Giulia Podestà, Alessandra Bergero, Monia Sacco, Paolo Moretti, Alexia Della Valle, Roberto Letteri, Silvia Podesta, Giulia e Gianna Manno, Giorgio Zambon, Giusi Santoro, Laura Durante, Roberto Michelin, Estella Trotta, Michele Levis, Fulvia Calieri, Lara Rongoni, Mirella Maurizio Bonavia, Valentina Basso, Tommaso Vono, Diego Bucconi, Emanuela Guerra, Luca, Silvia Vernelli, Gabriele, Elisa Bonadonna, Davide Malco, Elena Romanelli, Filippo Vendemmiati, Sara Spinelli, Franco Montanaro, Stefania Bortolotti, Davide Soletto, Luigi Gallareto, Federico Betta, Laura Dell’Acqua, Massimiliano Chiesa, Nicholas Ruffilli, Andrea Siffredi, Sonia Fogari, Tonino Radini, Ricardo, Vincenzo Fardella, Matteo Iberto, Mattia Barbati, Melania Gozzerino, Carlo Grisieri, Patrizia Nicosia, Andy Bruzzone, Nico Tarelio, Selene, Alessandro Cisilin, Christian Bandieri, Giusto Della Corte, Rosmary Panizza, Marina Alassio, Noemi Salata, Schivale, Paolo Fabbrica, Andrea Gualdoni, Raimondo Silvia, Sonia Fogari, Gabriele Di Gangi, Marino Eleo, Roberta Finelli, Francesco Capezio, Cecilia Badano, Matteo Scravetta, Leila Bianchi, Carla Mannias, Saverio Cecca, Lucio Sandon, Guido Ratti, Simone Ceccarelli e tutte le persone che hanno scelto di rimanere anonime.
Grazie, davvero.

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